Napoli, niente miracoli: il calcio italiano cancellato dall’Europa

Il Napoli perde anche la sfida di ritorno fra le mura amiche dello stadio San Paolo e viene eliminato dall’Europa League, decretando, di fatto, l’annichilimento del calcio italiano dalle competizioni europee. Dopo la clamorosa uscita della Juventus, incapace di mantenere i favori del pronostico, anche la compagine campana è costretta a salutare le residue ambizioni di trionfo al di fuori dei confini nazionali. Troppo ostico si è rivelato da superare lo scoglio Arsenal, squadra arrembante ma compatta, a tratti spregiudicata ma solida ed equilibrata sul piano difensivo.

 

Milik NapoliIn effetti, se durante il match di andata il club britannico aveva sostanzialmente dominato la contesa, ipotecando il passaggio del turno con un netto 2 – 0, nella sfida di ritorno Ramsey e compagni si sono limitati perlopiù ad amministrare la situazione, contenendo le sterili folate offensive del Napoli. Particolarmente opaca la prestazione di capitan Insigne, uscito dal campo di gioco visibilmente nervoso nell’ambito di una sostituzione con Younes. Scelta che comunque non ha ripagato, e che non è riuscita a stravolgere l’inerzia di una gara oramai decisa.

 

È stato infatti Lacazette, con uno splendido calcio di punizione dalla distanza al 36° minuto, e mettere il punto esclamativo sulla qualificazione. Nulla da fare per Meret, che pure è riuscito ad evitare un passivo più pesante. Di fatto, adesso, il Napoli potrà iniziare a fare i propri bilanci su una stagione che, pur non potendo essere definita esattamente fallimentare, di certo non ha riservato quelle soddisfazioni che i tifosi azzurri reclamavano a gran voce: dopo le eliminazioni premature in Champions League e in Coppa Italia, e tagliata ben presto fuori dai giochi anche in campionato, la formazione guidata da Ancelotti è stata costretta a dare forfait anche all’ultimo obiettivo disponibile. Adesso il tecnico dei campani dovrà essere bravo a tener su il morale dei suoi, e a dare le giuste motivazioni quantomeno per chiudere dignitosamente l’annata. Dopodiché, si penserà al futuro.

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