Milan, la caduta degli dei: a San Siro l’ Atalanta fa festa

La diciannovesima giornata di Serie A, l’ultima del girone di andata, si rivela particolarmente amara per il Milan capolista. Fra le mura amiche del Beppe Meazza di San Siro, in una formazione particolarmente rimaneggiata causa covid e infortuni, i rossoneri vengono sbriciolati da un’ Atalanta in formato fotonico, che poco alla volta sta risalendo la china per riagganciare il treno Champions. Ma se Atene piange, Sparta non ride: e così, grazie al contemporaneo 0 – 0 sul quale l’ Inter si è bloccata a Udine, Stefano Pioli ha comunque potuto fregiarsi del titolo di campione d’inverno.

 

MilanMilan in forte emergenza ma che recupera Theo Hernandez, mentre nell’ Atalanta il caso che continua a tener banco è quello del Papu Gomez, ormai in rotta con la società e vicino all’addio. Un’assenza, quella del fantasista argentino, che viene però ben compensata da un Ilicic ormai tornato ai propri livelli abituali: il numero 72, vera e propria sfina nel fianco dei difensori rossoneri, sciorinerà calcio ispirando le giocate dei compagni, prima di firmare personalmente, su calcio di rigore, il gol del momentaneo 0 – 2.

 

Il vantaggio era invece stato realizzato nel primo tempo da Romero, bravo a torcersi su un cross insidioso di Gosens e a battere Donnarumma con una poderosa zuccata: per il difensore sudamericano è il secondo gol con la casacca dell’ Atalanta, dopo quello segnato in Champions League contro il Midtjylland. Nerazzurri in totale controllo della gara, praticamente dominata sia sul piano tecnico che fisico. La rete che fisserà il risultato sul definitivo 0 – 3 porta il nome di Duvan Zapata, a coronamento di un micidiale contropiede propiziato ancora da un Romero in stato di grazia. Nel Milan la reazione è timida, ed è affidata alla new entry Mandzukic (ben neutralizzato da Gollini) ed allo sfortunato Brahim Diaz, che a fine gara coglie la parte esterna del palo con un bel tiro.

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