Lazio, un’altra impresa straordinaria: ora Inzaghi “vede” lo Scudetto

Il big match dello stadio Olimpico, valido per la ventiquattresima giornata del campionato di Serie A, si è concluso pochi minuti fa, in una splendida cornice che ha riservato l’imponderabile. La Lazio è riuscita nell’impresa di abbattere l’ Inter in rimonta, inanellando l’ennesimo gioiello di una stagione fin qui strabiliante. I biancocelesti, con questo incredibile trionfo, scavalcano proprio i nerazzurri in classifica, accaparrandosi il secondo posto in solitaria ad appena un punto di distanza dalla Juventus capolista.

 

Immobile lazioUn vero e proprio trionfo, se si pensa a quelli che erano i pronostici alla vigilia del torneo: nessuno, con ogni probabilità, ad agosto avrebbe mai detto che a questo punto del campionato la Lazio avrebbe lottato seriamente per lo Scudetto. Merito del lavoro di Simone Inzaghi, capace di tirar fuori il meglio da risorse di assoluta qualità, ma sicuramente limitate rispetto a quelle a disposizione delle altre concorrenti: i biancocelesti non hanno la coperta lunga come quella della Juventus, né hanno speso diverse decine di milioni sul mercato come invece ha fatto l’ Inter. Eppure si trovano a quel livello, esprimendo quello che, a detta di molti addetti ai lavori, al momento è il miglior calcio in Italia insieme a quello dell’ Atalanta.

 

E dire che per la Lazio il match non era neanche iniziato nel migliore dei modi. A chiudere in vantaggio la prima frazione di gioco è infatti stata l’ Inter, grazie ad un gol sul finale di tempo di Young. Tuttavia i nerazzurri calano nella ripresa, e la Lazio, che aveva già colto un legno con Milinkovic-Savic, riesce a completare una memorabile rimonta. Il pareggio lo sigla il solito Immobile, su un calcio di rigore assegnato per un fallo di de Vrij: portiere da una parte, pallone dall’altra. Al 69° la decide Milinkovic, con un mancino sul secondo palo dal cuore dell’area di rigore. Per l’ Inter, si tratta del secondo KO in campionato dopo quello incassato dalla Juventus nel girone di andata. L’imperativo di Conte, adesso, sarà di non accusare il colpo.

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