Dani Alves, il San Paolo come trampolino per Qatar 2022

In un calciomercato economicamente sempre più oneroso, in cui non è facile riuscire a rinforzarsi mantenendo un occhio fisso sui bilanci, in molti cercano anche gli affari dei parametri zero. In questa sessione, in particolare, erano parecchi i giocatori, anche di grande caratura, che si erano svincolati dai precedenti club e che dunque erano liberi di legarsi ad altre squadre in maniera del tutto gratuita. La Juventus ne ha approfittato rilevando Ramsey, Rabiot e Buffon, e avrebbe potuto provare un affondo anche per Dani Alves. Proprio il terzino brasiliano, capitano della Seleçao fresco campione della Copa America 2019 (della quale è stato anche eletto come miglior giocatore), era uno dei pezzi grossi disponibili a parametro zero.

 

Brasile Dani AlvesScaduto il suo contratto con il Paris Saint Germain, infatti, Dani Alves aveva la possibilità di legarsi a qualunque club gli avesse fatto la migliore offerta. E, nelle scorse settimane, numerose indiscrezioni parlavano degli approcci più assortiti: dalla possibilità di un approdo in Premier League alle clamorose suggestioni di un ritorno alla Juventus o al Barcellona. Ipotesi tutte molto valide per un giocatore sì in là con gli anni, ma tecnicamente molto valido e soprattutto ancora determinatissimo a competere per i palcoscenici più importanti.

 

A sorpresa, però, alla fine Dani Alves ha deciso di far ritorno proprio in Brasile, al San Paolo, ove peraltro vestirà la prestigiosa casacca numero 10. Una decisione che ha fatto inevitabilmente discutere, dal momento che in molti credevano che l’esterno verdeoro sarebbe rimasto ancora in Europa. Eppure, la cosa ha un suo senso, specialmente considerando quello che, con ogni probabilità, sarà l’ultimissimo obiettivo di Dani Alves: il campionato mondiale di Qatar 2022, con la possibilità ancora viva di portare a casa l’ultimo titolo che ancora manca nella sua ricchissima bacheca. Difficile, certo: per allora il “ragazzo” avrà 39 anni, e nelle prossime tre stagioni, al San Paolo, dovrà lavorare molto per mantenersi su livelli accettabili.

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