Serie A, Sarri e Mourinho non ingranano: crollo delle romane

Insidiatisi a furor di popolo a Roma dopo le ultime esperienze tutt’altro che esaltanti, Maurizio Sarri e José Mourinho avevano da subito movimentato le folle accendendo i sogni dei loro nuovi tifosi. L’estate capitolina aveva riabbracciato due allenatori che a loro modo hanno fatto la storia della Serie A, promettendo scintille negli storici derby tra Roma e Lazio. Ormai vicini al termine del girone di andata, quelle aspettative non sono state mantenute e anzi, i due tecnici sono finiti più volte sulla graticola destando perplessità negli ambienti. E anche gli ultimi risultati in qualche modo confermano un quadro tutt’altro che esaltante: se contro il Bologna la Roma ha incassato l’ennesima sconfitta (la terza nelle ultime cinque partite), il pirotecnico 4 – 4 in cui la Lazio è inciampata contro l’Udinese a gara praticamente già vinta, ha dato ulteriore prova della fragilità dei biancocelesti.

 

Serie ANon solo i punti, pochi per la verità, che vedono la Lazio nona in Serie A a quota 22. Parlano anche gli altri numeri: la squadra di Sarri ha incassato ben 29 reti in 15 partite. Statistiche alla mano, si tratta della terza peggior difesa del torneo: soltanto lo Spezia, con 34 gol subiti, e il fanalino di coda Salernitana (31) hanno fatto peggio. Da questo punto di vista i dati della Roma sono certamente migliori: sono 16 i palloni finiti nella porta difesa da Rui Patricio, terza miglior difesa del campionato insieme a quuella della Juventus. Il dato preoccupante, però, in questo caso è fornito dai gol realizzati: appena 24, non certo tra i più brillanti della Serie A, oltre ad essere parecchio più basso a quello delle prime quattro della classe (Napoli 32, Milan 33, Inter 36 e Atalanta 32). La scarsa vena realizzativa di Abraham, e il mancato apporto del centrocampo (Zaniolo, Mkhitaryan e Veretout avevano segnato molto di più nelle scorse stagioni) si è fatta sentire.

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