Roma, vittoria amara: Liverpool in finale di Champions League

Non ce l’ha fatta la Roma a realizzare una nuova impresa, l’ennesima, di una Champions League fino a questo momento condotta con grande coraggio ed abnegazione. La compagine giallorossa si ferma così ad un passo dal traguardo, ad un soffio da Kiev, ove tra poche settimane il Real Madrid tenterà di difendere la propria leadership dall’assalto del Liverpool.

 

Nainggolan RomaUna vittoria davvero amara, amarissima, quella che Dzeko e compagni sono riusciti a confezionare in uno stadio Olimpico gremito di decine di migliaia di tifosi speranzosi, evidentemente con ancora negli occhi l’incredibile rimonta messa in atto, neanche un mese fa, contro il Barcellona di Messi e Iniesta. Serviva un’impresa alla Roma, per ribaltare l’infausto 5 – 2 patito all’Anfield otto giorni fa: e l’impresa, sfortunatamente, è arrivata solo a metà.

 

Una partita ben strana, a ben vedere, quella andata in scena nella capitale. La Roma, costretta a fare la gara nella speranza di rimettere il discorso in carreggiata, va infatti sotto per ben due volte: dapprima con Mané, bravo a sfruttare l’ennesimo contropiede micidiale. Poi con Wijnaldum, assistito, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, da uno sfortunatissimo Dzeko. In mezzo, il momentaneo pareggio, frutto di un autogol un po’ rocambolesco e beffardo di Milner.

 

Serve ben altro ritmo nel secondo tempo, frazione durante la quale, pur tra tanta confusione e polemiche, la Roma riesce addirittura a realizzare tre marcature: dapprima con Edin Dzeko, su tap-in dopo una conclusione di un ottimo El Shaarawy. Poi, quando tutto sembra perduto, ci pensa il ninja, Nainggolan, a riaccendere una flebile fiammella di speranza, per un finale incandescente: un destro radente e preciso, che sbatte sul palo e si insacca in porta. Poi, un calcio di rigore scagliato con rabbia e potenza. Finisce 4 – 2, ma non basta. Una Roma che esce dunque di scena a testa alta della Champions League, ma anche con tanti rimpianti.

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