Javier Pastore vuole l’ Inter, ma l’affare è complicato

Ancora pochi giorni, prima del suono del gong per la conclusione della sessione invernale di calciomercato. Una finestra nella quale, come abbiamo visto, alcune compagini hanno approfittato per mettere la mano su questo o quell’altro rinforzo, nella speranza di puntellare le rose laddove era più necessario. Anche l’ Inter ha tentato di muoversi in questo senso, rilevando il difensore centrale Lisandro Lopez e il centrocampista Rafinha. Due affari low cost, e che però non risolvono tutti i problemi di Luciano Spalletti, che da par suo vorrebbe un grande trequartista per imbastire al meglio il proprio 4-2-3-1, coprendo così un vuoto che da mesi attanaglia il modulo interista. E il sogno, certamente, è sempre Javier Pastore.

 

Javier PastoreJavier Pastore, classe ’89, è stato il primo tassello sul quale il Paris Saint Germain, nell’estate del 2011, iniziò a costruire il proprio impero. Prelevato dal Palermo per l’allora cifra folle di 43 milioni di euro, il centrocampista argentino, proprio in Italia, aveva consacrato il proprio talento, facendosi vedere a livello mondiale.

 

In Francia, tuttavia, al netto di un avvio sicuramente promettente, con 16 marcature su 43 presenze complessive nel corso della prima stagione, l’esperienza è poi stata calante. Un po’ per una serie di promesse non mantenute, e un po’ per l’arrivo di altri campioni, che hanno progressivamente chiuso gli spazi, Pastore è finito sempre più ai margini del progetto tecnico del Paris Saint Germain.

 

L’ Inter vorrebbe gettarsi a capofitto in questa situazione, e, a quanto pare, avrebbe già ottenuto il sì dello stesso Pastore: che, nell’anno di Russia 2018, vorrebbe misurarsi in una piazza capace di garantirgli una maglia da titolare, onde evitare di perdere il treno per il mondiale. Gli scogli, tuttavia, sono tanti: dall’ingaggio elevatissimo dell’argentino, al fair play finanziario, alla volontà dei parigini di cederlo solo a titolo definitivo, in modo da rientrare nell’investimento. Difficile, insomma: ma non impossibile.

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