Il passo d’addio di Gigi Buffon: prima il Verona, poi il ritiro

Il pareggio conseguito allo Stadio Olimpico di Roma, contro i padroni di casa giallorossi, è stato decisivo alla Juventus per la conquista del suo settimo scudetto consecutivo. I bianconeri, insaziabili, hanno inanellato l’ennesimo titolo nazionale, ritoccando ancor più in positivo il record che già le apparteneva, e che non ha alcun precedente nell’intera storia del campionato italiano. La Vecchia Signora, tuttavia, nei prossimi giorni si appresterà anche ad ammainare la propria bandiera, e a salutare il giocatore più rappresentativo. L’ultima passerella di Gianluigi Buffon sarà il match interno contro l’Hellas Verona, al termine del quale solleverà al cielo anche l’ultimo trofeo. Dopodiché, sarà addio.

 

Buffon ItaliaGianluigi Buffon è in forza alla Juventus dalla lontana estate del 2001, e, nell’arco di diciassette stagioni a dir poco indimenticabili, si è consacrato come uno fra i migliori portieri dell’intera storia del calcio. Di certo, il più forte della sua epoca, come testimoniano i tanti titoli, anche a livello personale, conseguiti in tutte queste stagioni.

 

Ma anche tanti record. Con l’ultimo Scudetto messo in bacheca, ed escludendo i due tolti alla Juventus per i fatti di Calciopoli, Buffon può vantarne ben nove nel proprio palmarès: nessun giocatore, nella storia della Serie A, può vantare un simile risultato. Campione del mondo nel 2006, vicecampione d’Europa sia con la casacca della Nazionale Italiana (nel 2012) che con quella della Juventus (nel 2003, nel 2015 e nel 2017), l’essere riuscito a mantenere un elevato rendimento di costanza anche in età elevata gli ha permesso di ritagliarsi un posto speciale nell’olimpo del calcio.

 

Tra qualche giorno, contro il Verona, presumibilmente Buffon darà il proprio addio al calcio giocato, ponendo dunque la parola fine ad una carriera iniziata addirittura nel 1995, ai tempi del Parma. Ventidue anni di standard altissimi, di vittorie straordinarie e di trofei vinti, ove non sono mancate le delusioni, come le medaglie d’argento in ambito europeo collezionate. Ma anche l’affetto dei tanti tifosi, bianconeri e italiani in generale, che sabato saluteranno l’ultimo grande campione del calcio nostrano.

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