Napoli, l’anno della rivoluzione: via i big, quanti volti nuovi

In qualche modo era stato preannunciato, ma vedere la realtà attuata sotto i propri occhi ha comunque un altro effetto. L’estinzione del ciclo capace di sfiorare uno Scudetto, unitamente alla necessità di sforbiciare il monte ingaggi in maniera sostanziale, ha letteralmente rivoluzionato il volto del Napoli. Aurelio De Laurentiis, certamente non il più accomodante tra i presidenti della Serie A, ha reciso molti dei rami dell’albero partenopeo, anche tra i vari leader. Al contempo, però, il numero uno azzurro ha aperto il portafoglio per mettere a segno alcuni grossi colpi, molti dei quali ratificati proprio nelle scorse ore.

 

insigne NapoliGli addii, innanzitutto. Il primo è stato il più illustre, quello del capitano Lorenzo Insigne. Lo scugnizzo di Napoli ha accettato la ricca offerta del Toronto, dove sta incantando insieme a Bernardeschi e Criscito. Gli hanno poi fatto eco alcune delle colonne portanti della squadra, da Koulibaly a Mertens, passando per l’estremo difensore Ospina, il bomber Petagna e gli esterni Malcuit e Ghoulam. Senza dimenticare le situazioni di giocatori come Meret e Fabian Ruiz, ancora in bilico e da tempo in odore di cessione.

 

A ogni operazione in uscita del Napoli, però, ne è corrisposta almeno una anche in entrata. Solo nella giornata di ieri, i dirigenti partenopei hanno chiuso le trattative che faranno vestire la casacca azzurra a Giovanni Simeone, Giacomo Raspadori e Tanguy Ndombele. Nel giro di un giorno, Luciano Spalletti ha quindi visto completati il reparto mediano e quello avanzato, già rinforzatisi grazie all’arrivo dell’esterno mancino georgiano Khvicha Kvaratskhelia, un talento tutto da scoprire e che ha incantato già nel precampionato. Rispetto alla scorsa stagione è stato poi riscattato il cartellino di Anguissa, dal Getafe è arrivato il terzino sinistro Mathìas Olivera, e a parametro zero la porta è stata coperta dall’esperto Salvatore Sirigu, in attesa che si sblocchi l’affare Keylor Navas. Il sudcoreano Kim e il norvegese Ostigard rinforzano inoltre il pacchetto arretrato, confermando in pieno la rivoluzione napoletana.

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