Napoli, è ancora fatal Verona: Juventus e Milan in Champions

Quasi cinquant’anni dopo, la storia si ripete. Stavolta è il Napoli a dover fare i conti con la fatal Verona, lasciandosi sfuggire dalle mani quel sogno Champions che pareva ormai fortemente ancorato alle poche certezze del quasi ex Gennaro Gattuso. Faraoni condanna gli azzurri al Diego Armando Maradona, complici le contemporanee vittorie di Milan e Juventus rispettivamente su Atalanta e Bologna. Padroni del loro destino, Insigne e compagni in campo si sono liquefatti, persino dopo il vantaggio di Rrahmani che pareva aver virtualmente chiuso i conti.

 

Mertens NapoliPoche sorprese per il Napoli, che scende in campo con l’ormai consolidato 4-2-3-1 con il quale, nelle ultime uscite, pareva aver archiviato la pratica Champions. Osimhen agisce da prima punta, mentre alle sue spalle spaziano i vari Insigne, Zielinski e Lozano. Ectoplasmici, in particolar modo, il capitano e l’esterno messicano, in quella che avrebbe potuto essere la gara del riscatto personale di entrambi. A posteriori, verrà ricordata come il manifesto della grande occasione mancata: il gol al 60° di Rrhamani non è che una mera illusione, destinata a crollare al cospetto del pareggio firmato, pochi minuti più tardi, dal capitano veronese Faraoni. Palpabile la delusione dei partenopei, al triplice fischio del signor Chiffi.

 

Milan e Juve non possono che ringraziare: se i rossoneri erano a prescindere padroni del loro destino, adempiendolo egregiamente battendo l’ Atalanta con una doppietta di Kessié (per un clamoroso ritorno in Champions a sette anni di distanza dall’ultima volta), i bianconeri dovevano invece sperare in un passo falso delle avversarie per agganciare il quarto posto in classifica. Al Dall’Ara è un tripudio della Vecchia Signora, che dopo aver portato a casa la Coppa Italia si scrolla anche le ultime incertezze: Chiesa, Morata e Rabiot ipotecano il risultato già nel primo tempo, mentre nella ripresa è sempre lo spagnolo a suggellare il punteggio su assist, nientemeno, che di Szczesny. L’ex Orsolini rende meno amara la sconfitta bolognese con il gol della bandiera, per il definitivo 1 – 4 che spedisce nuovamente la Juventus nell’Europa che conta.

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