Juventus, anima, tre punti e poco altro: Sporting abbattuto

Pur avendo perduto la violabilità casalinga allo Stadium in campionato, con la brutta sconfitta maturata nell’ultimo turno per mano della Lazio, in Champions lo stadio di proprietà continua a rimanere una fortezza pressoché inespugnabile per la Juventus, pur al netto di un avvio horror. Gli uomini di Allegri, che confermano il brutto periodo di forma con una prestazione tutt’altro che impeccabile, sono infatti riusciti a pervenire ugualmente al bottino più importante: i 3 punti, che a questo punto portano ad avvicinarsi sensibilmente all’obiettivo minimo della qualificazione.

 

Juventus StadiumAvvio horror per la Juventus, dicevamo, in questa terza gara del girone di qualificazione di Champions League. Al 12° del primo tempo, infatti, è lo Sporting Lisbona a passare in vantaggio, sfruttando l’ennesima topica stagionale della difesa bianconera: ottimo taglio di Gelson Martins dopo una verticalizzazione di Bruno Fernandes, Buffon a tu per tu compie una prodezza ma il pallone, carambolato in maniera fortunosa sulle gambe di Alex Sandro, rotola dentro la porta.

 

La Juventus sembra accusare il corpo, e pur cercando di costruire diverse azioni non riesce mai ad essere lucida, né incisiva. Almeno, fino al 29° minuto: Pjanic, finalmente tornato dopo un infortunio, si procura un calcio di punizione da quella che è la sua zolla preferita. La pennellata è la solita garanzia, e la rete gonfia consente all’intero Stadium di tirare un sospiro di sollievo, prima dell’ovvia esultanza.

 

Dopo il pareggio la prova della Juventus migliora con il passare dei minuti, e sul finale del primo tempo i bianconeri sfiorano anche il vantaggio, ma Rui Patricio è bravissimo a dire di no a Higuain. La seconda frazione di gioco, per la banda di Allegri, è però quella della sofferenza: sono diversi i minuti in cui lo Sporting staziona negli ultimi trenta metri della metà campo juventina, senza tuttavia riuscire a trovare la precisione giusta per sfondare.

 

E così, alla fine, a risolverà è sempre lui, Mario Mandzukic, che più che uomo della provvidenza è l’emblema dell’abnegazione, dello spirito di sacrificio e della testardaggine: e proprio un suo colpo di testa, letteralmente, consente alla Juventus di strappare i tre punti all’84°, sfruttando un ottimo assist di Douglas Costa, entrato pochi secondi prima.

Add Comment