Juventus pronta al futuro: a fine stagione addio a Buffon e Chiellini?

Sono stati due tra le colonne portanti del ciclo vincente inaugurato nel 2012 dalla Juventus, ma dopo una decade di successi sono pronti ad abdicare. Gianluigi Buffon e Giorgio Chiellini, dopo una vita in bianconero, sembrano ormai essere arrivati al passo d’addio. Per il primo, sarebbe un secondo commiato dopo quello del 2018: l’ex portierone della nazionale accettò la corte del Paris Saint Germain, per poi tornare a Torino un anno dopo in qualità di vice-Szczesny. Due icone che hanno fatto la storia del club, ma che, a fronte di un ormai evidente declino atletico e con numerosi infortuni alle spalle (nelle ultime due stagioni Chiellini ha giocato appena 20 partite con la Juve in tutte le competizioni), non sembrano più essere all’altezza del loro glorioso passato. Due leggende viventi troppo ingombranti per una Juventus in piena crisi, che ha necessità di ricambiare le proprie risorse per inaugurare il prima possibile un nuovo ciclo di vittorie. Presumibilmente, senza le sue pietre miliari.

 

Juventus Buffon ChielliniBuffon, 43 anni compiuti lo scorso gennaio, e Chiellini, 37 il prossimo agosto, sono bandiere che la Juventus è pronta ad ammainare. L’agente del capitano bianconero nei giorni scorsi è uscito allo scoperto, confermando che il suo assistito non ha ancora ricevuto nessuna proposta di rinnovo da parte della società: un silenzio che fa rumore. Per quanto riguarda l’estremo difensore, il discorso è riconducibile soprattutto all’impiego sul campo: nonostante le premesse annunciate al suo ritorno, Buffon si è sentito meno coinvolto di quanto sperasse, e secondo alcune indiscrezioni non sarebbe più disposto a svernare in panchina raggranellando scampoli di presenze. Il numero 77 bianconero potrebbe quindi decidere di appendere definitivamente i guantoni al chiodo, o al massimo di proseguire altrove la propria carriera, in un club capace di garantirgli una casacca da titolare. Trovare una squadra desiderosa di investire su un atleta classe ’78, tuttavia, non sarà facile.

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