Juventus, Allegri perde altri pezzi: le condizioni di McKennie e Alex Sandro

Non c’è pace per Massimiliano Allegri, alla sua esperienza più complicata da quando il tecnico livornese si è associato ai colori bianconeri. Non bastasse una situazione di classifica che la vede distante dalle prime tre della classe, e quindi già da tempo tagliata fuori dalla lotta Scudetto, la Juventus continua a subire infortuni su infortuni. Nel momento più complicato della stagione, in cui partite e punti pesano di più, la Vecchia Signora deve fare i conti con le tante defezioni che stanno condizionando le scelte dell’allenatore.

 

Dybala JuventusIl reparto più colpito è sicuramente la difesa: con Bonucci e Pellegrini da poco recuperati e dunque a mezzo servizio, la Juventus è stata costretta ad affrontare il delicatissimo impegno contro il Villarreal anche senza Rugani e Chiellini, e dunque costretto ad adattare Alex Sandro tra i centrali. Anche il brasiliano, però, si è fatto male durante il match di Champions: un risentimento al polpaccio che non dovrebbe estrometterlo per troppo tempo, ma che va a compromettere ulteriormente le risorse a disposizione di Allegri.

 

Ma il problema più grave è senz’altro quello verificatosi sulla mediana: rimediando una frattura al metatarso dopo un contrasto di gioco, McKennie è stato costretto a sottoporsi a un intervento chirurgico che presumibilmente lo terrà fuori per almeno due mesi. Problema non di poco conto per la Juventus, dal momento che lo statunitense, per caratteristiche, era tra i pochi centrocampisti in grado di garantire intensità e, con i suoi inserimenti, anche di portare in dote qualche gol.

 

Stagione poi finita per Kaio Jorge, che in Under 23 si è lesionato il tendine rotuleo: come per Chiesa, anch’egli out almeno fino al prossimo campionato dopo la rottura del crociato, una stagione sfortunatissima. Chiude poi la lista Paulo Dybala, che quest’anno si è già fermato numerose volte per problemi di varie entità. L’argentino, in scadenza di contratto, dovrebbe rientrare entro una o due settimane. A fronte di tutti questi stop, tuttavia, a pesare sull’eventuale rinnovo sono anche le sue scarse garanzie fisiche.

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