Juventus, è all-in su Chiesa: ma prima servono cessioni

A pochissimi giorni dalla chiusura della finestra estiva di calciomercato, la Juventus sgancia la bomba ed esce allo scoperto per Federico Chiesa. Che i bianconeri fossero da tempo sulle tracce del giovane talentino della Fiorentina, figlio d’arte del celebre Enrico, era storia ormai arcinota. Ma adesso le parti si sono in qualche modo avvicinate, e secondo alcune fonti anche la società viola avrebbe deciso di porre fine ad ogni resistenza dinanzi alla determinazione del giocatore di andar via. A meno da una settimana dal gong che porrà termine al mercato, la sensazione è che l’affare possa andare in porto. Rimangono, tuttavia, diversi nodi da sciogliere.

 

JuventusLa Juventus prima di perfezionare l’innesto di Chiesa deve infatti vendere. In un momento fortemente condizionato dall’emergenza covid, le liquidità scarseggiano, e inoltre i bianconeri non vogliono ripetere l’errore fatto nel recente passato: riempire la rosa di esuberi poi difficilmente piazzabili in giro. Il nome del sacrificato di lusso, inevitabilmente, è quello di Douglas Costa: l’esterno brasiliano ha grandi qualità, ma la sua elevata propensione agli infortuni ne ha fatto un elemento di cui la Juventus non riesce più ad avere fiducia. E la statistica anagrafica, che adesso riporta 30 anni, è un altro fattore che spinge per l’avvicendamento tra l’ala sudamericana e quella italiana (Chiesa ha 7 anni in meno).

 

Trovare una destinazione per Costa nel giro di pochi giorni, tuttavia, sarà impresa particolarmente ardua. Tanto più che le sirene provenienti dalla Premier League stanno rivelandosi più flebili del previsto. Inoltre, la Juventus dovrebbe comunque convincere la Fiorentina ad accettare l’unica formula possibile in questo momento, vale a dire quella che prevede un prestito oneroso con diritto (ancora meglio con obbligo) di riscatto dilazionato in più anni. Un’operazione che, per diventare davvero persuasiva, dovrebbe prevedere una cifra complessiva davvero molto alta. Movimenti fattibili dunque, ma il tempo stringe. È arrivato il momento della verità: ora o mai più.

Add Comment