Inter nel segno di Lukaku ed Eriksen: il sogno Europa League continua

Ottima prova dell’ Inter nella sfida secca degli ottavi di finale di Europa League. Con una prestazione sicura, i nerazzurri stendono il Getafe per 2 – 0, e staccano il pass per i quarti di finale del torneo. Sugli scudi sono finiti Romelu Lukaku e Christian Eriksen, guarda caso gli acquisti di punta rispettivamente della sessione estiva e di quella invernale di calciomercato. Ma è anche una vittoria che cementifica le ambizioni della squadra di Conte, a ragione considerata fra le più accreditate pretendenti per il trionfo finale.

 

Antonio Conte InterCiononostante è il Getafe a partire molto forte, e a sfiorare il vantaggio dopo appena due minuti dal fischio d’inizio del signor Talyor: Damian Suarez lascia partire un bel cross, Maksimovic ci arriva di testa e Handanovic è costretto a sfoderare un gran colpo di reni per mantenere inviolata la propria porta. È la fase di maggior sofferenza di tutta la partita per l’ Inter: il pressing degli spagnoli è aggressivo ed efficace, e per almeno un quarto d’ora i nerazzurri faticano ad uscire dalla propria metà campo. Alla lunga gli uomini di Conte iniziano però ad acquisire fiducia, e al 33° Lukaku trova persino il vantaggio: il belga raccoglie un bel lancio di Bastoni, protegge la sfera fino all’area avversaria e la scarica violentemente in rete con un potente diagonale mancino.

 

Il Getafe sembra perdere molte delle proprie energie, e nel secondo tempo è l’ Inter a fare la gara. Ciononostante, al 74° arriva l’episodio che potrebbe stravolgerne le sorti: Godin commette una sciocchezza in area, respingendo di mano un cross di Jason e concedendo un clamoroso calcio di rigore. Sul dischetto si presenta l’esperto Molina, che però, schiacciato dalla pressione, calcia debolmente fuori. È l’ultimo, vero acuto del Getafe, che a suon di errori (ed orrori) difensivi sparisce dal campo. Il colpo di grazia porta la firma di Eriksen all’83°, subentrato a Brozovic da un solo minuto ma comunque capace di apporre il punto esclamativo sulla sfida.

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