Inter ribaltata dalla Roma, per Inzaghi è un tracollo verticale

Caduta libera in casa Inter. A San Siro, per il big match dell’ottava giornata di campionato, i nerazzurri incassano la quarta sconfitta stagionale (la quinta in dieci gare, se nel discorso si includono anche i due match di Champions League), e adesso la terra sotto i piedi di Simone Inzaghi inizia pericolosamente a traballare. Già fortemente in discussione prima della sosta per le nazionali, il tecnico della Beneamata rischia grosso. Vola, invece, la Roma di José Mourinho, che aggancia momentaneamente il terzo posto dell’Udinese in attesa che i friulani disputino la propria partita contro il Verona.

 

Inter LukakuInter che si presenta in questa delicata sfida con alcune assenze di lusso: out Romelu Lukaku, il cui rientro sembrerebbe comunque vicino, e Marcelo Brozovic, che nel peggiore dei casi potrebbe tornare disponibile dopo il Mondiale. Acerbi e Dimarco vincono i ballottaggi con de Vrij e Gosens, e la scelta si rivela vincente, almeno all’inizio: è proprio l’esterno mancino, già fresco di gol anche con la casacca azzurra, a firmare il momentaneo vantaggio con un bel destro radente. Per quanto riguarda la Roma, i vari acciacchi accumulati fin qui portano Mourinho a optare per una staffetta tra Dybala e Abraham, mentre Pellegrini e Zaniolo agiscono sulla trequarti.

 

Anche dopo essere andati sotto, i giallorossi non si scompongono, ed entro la fine del primo tempo trovano il pari. Azione che si sviluppa sulla sinistra, Spinazzola fa partire un traversone teso che impatta col mancino volante di Dybala: l’intervento di Handanovic non è perfetto e per la joya si tratta del quarto sigillo in questo campionato. Nella ripresa i reparti dell’ Inter si disuniscono, mentre la Roma, al contrario, acquista coraggio. Il colpo del KO arriva a un quarto d’ora dalla fine: punizione di Pellegrini, incornata di Smalling e Handanovic non può fare nulla. Inutile il forcing nerazzurro, coi giallorossi che sfiorano persino il tris in contropiede: finisce 1 – 2 per i capitolini, per Inzaghi invece cala la notte.

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