Ibrahimovic si (ri)presenta al Milan: “qui per giocare, non per fare mascotte”

Quello che potenzialmente potrebbe essere il più grande colpo di calciomercato di questa sessione invernale è già avvenuto, almeno nella nostra Serie A. Si tratta di un clamoroso ritorno, l’ennesimo, che il campionato italiano ha riaccolto nel corso delle ultime stagioni. Dopo aver riabbracciato la leggenda di Gigi Buffon soltanto nella scorsa estate, ecco che anche un altro vecchio leone torna ad iscriversi nelle prime pagine del nostro sport. Si tratta di Zlatan Ibrahimovic, fuoriclasse svedese che, a 38 anni suonati, proprio non vuol saperne di appendere i proverbiali scarpini al chiodo. L’attaccante, che durante la sua gloriosa carriera ha vestito alcune delle più prestigiose maglie del pianeta, ha deciso di accettare la corte del Milan, tornando così a difendere i colori rossoneri a distanza di quasi 8 anni dall’ultima volta.

 

Zlatan IbrahimovicEra l’estate del 2012, e il glorioso Milan di leggende come Nesta, Gattuso e Inzaghi stava per spegnersi per sempre, favorendo l’ascesa della nuova Juventus. Per ragioni economiche, anche campionissimi ancora sulla cresta dell’onda, come Thiago Silva e Ibrahimovic, erano stati ceduti ai ricchissimi sceicchi del Paris Saint Germain. Un addio polemico, che non era mai andato giù allo svedese. Che, nel corso delle stagioni successive, ha comunque dato vita ad alcune annate di grande livello: in Francia sono state 156 le marcature su 180 presenze, mentre la successiva parentesi al Manchester United, pur essendo spezzata da un grave infortunio, ha portato alla conquista dell’Europa League, uno dei pochi trofei internazionali di Ibrahimovic.

 

Il trasferimento in America sembrava descrivere la parabola discendente dello svedese, che però, con la casacca del Los Angeles Galaxy, ha dimostrato di poter essere ancora decisivo. E così, ecco il ritorno al Milan, una squadra che sta attraversando delle grossissime difficoltà e che quindi abbisogna di giocatori di grande carisma e personalità. Le sue stesse dichiarazioni in fase di presentazione non lasciano adito a dubbi: “io non sono qui per fare la mascotte, ma per giocare. Sono già pronto, e anche se non ho più la forza che avevo a 28 anni, un giocatore intelligente sa come gestirsi”.

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