Euro Under 21, la Repubblica Ceca piega una brutta Italia

Pessimo il secondo appuntamento dell’ Italia Under 21 nell’Europeo giovanile. Contro i pari età della Repubblica Ceca, infatti, gli Azzurrini hanno sfoderato una brutta prestazione, soprattutto nella parte finale del secondo tempo, dove hanno palesato un vero e proprio tracollo sul piano fisico. Il risultato finale, un 3 – 1 che punisce oltremisura i ragazzi di Gigi Di Biagio, pone adesso dei grossi dubbi circa il prosieguo dell’ Italia nel campionato europeo under 21, tanto che pure una eventuale vittoria contro la Germania favorita, nell’ultima gara del girone, potrebbe rivelarsi inutile ai fini della qualificazione in semifinale.

 

Italia Under 20Eppure, per almeno 80 minuti, la gara degli Azzurrini è stata piuttosto positiva, benché caratterizzata da una condizione fisica non eccellente, oltre che da numerosi errori in entrambe le fasi. Il primo dei quali, manco a dirlo, proviene direttamente dal capitano, Daniele Rugani: il giovane difensore della Juventus, sfortunatissimo, scivola nel tentativo di contrastare Shick, che manda a rete il giovane Travnik. Il rasoterra dell’attaccante ceco si insacca nell’angolino destro, vanificando l’intervento di un Donnarumma comunque non impeccabile.

 

La reazione dell’ Italia prova a concretizzarsi pur in un contesto tattico piuttosto disorganizzato, ma, complici le prodezze del portiere Zima, il gol non arriva. Tutto, allora, viene rimandato all’ultimo quarto d’ora del secondo tempo. Al 70° è Berardi, il migliore degli Azzurrini, a realizzare il gol del pareggio, frutto soprattutto dell’ammirevole determinazione dell’attaccante del Sassuolo. E proprio il numero 7, pochi giri di lancette più tardi, mette Petagna in condizione di segnare il gol del sorpasso, ma l’ariete atalantino spreca malamente.

 

Di lì in poi, il tracollo. Al 79° Havlik, entrato solo pochi minuti prima, centra il nuovo sorpasso della Repubblica Ceca con un rasoterra sul quale Donnarumma non riesce ad arrivare. All’86° arriva anche il colpo del KO con Luftner, che buca la porta del portiere azzurro con un bolide dai 25 metri. Un grosso passo indietro, che vanifica quanto di buono fatto nella prima gara contro la Danimarca.

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