Cristiano Ronaldo, il triste declino: ten Hag lo rimbrotta, nessuno lo vuole

Un tempo era mister 5 Palloni d’Oro, il pistolero più veloce del west europeo. Oggi, ormai vicino ai 38 anni, sembra soltanto l’ombra del grande campione che fu. O, per citare un noto personaggio di Batman: “o muori da eroe, o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo”. Certo, Cristiano Ronaldo non è mai stato un giocatore troppo accomodante, men che meno uno con cui scendere a patti che non fossero i suoi. Ma neanche è mai stato una nemesi da fumetto. Anzi, proprio il suo egocentrismo è forse il suo più grande punto di forza, in qualche modo finalizzato al gioco di squadra e, in ultimo, alla vittoria. Lo dimostrano i numerosi titoli conquistati sia con le casacche di club che con quella portoghese: basti pensare che, prima del suo avvento, la nazionale lusitana non aveva mai vinto nulla nella propria storia.

 

Cristiano RonaldoMa se c’è un nemico che non si può sconfiggere, quello è proprio il tempo. Con una carriera verosimilmente agli sgoccioli, è impensabile pretendere di essere ancora l’epicentro del calcio che conta. Cristiano Ronaldo lo sta scoprendo sulla propria pelle: dopo i capricci fatti la scorsa estate per lasciare la Juventus, il triste remake si sta replicando adesso nel teatro del Manchester United. Dopo la disastrosa stagione chiusa al sesto posto, i Red Devils non hanno raggiunto la qualificazione in Champions League, che CR7 considera come la soglia minima per offrire i propri servigi.

 

Mendes ha provato a elemosinare un contratto in mezza Europa, ma dal Real Madrid al PSG, passando per il Bayern, tutti hanno replicato con un’alzata di spallucce. Neanche 5 Palloni d’Oro garantiscono un credito illimitato: troppo oneroso l’ingaggio da sostenere per un giocatore trentasettenne, rivelatosi in tarda età un potenziale spacca-spogliatoi. E che, proprio in un momento in cui potrebbe farsi onorevolmente da parte, mettendo a disposizione la propria conclamata esperienza, punta i piedi come una primadonna qualsiasi, incapace di arrendersi alle evidenze del tempo. L’ultima goccia è stata la fuga anzitempo dopo l’amichevole con il Rayo Vallecano. Un comportamento che l’allenatore dei Red Devils non ha esitato a giudicare “inaccettabile”, promettendo conseguenze per l’immediato futuro. Lesa maestà. Quella del fu Cristiano Ronaldo.

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