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21/10/2011

Pietro Mennea al Panathlon Club Mestre



di Franco Bacciolo

“Certo che ricordo quella pista di Sant’Elena con le curve come fossero gomiti aguzzi. La prima gara che ci feci non andò per niente bene. Realizzai un 20”60 che mi fece arrabbiare.
Non tanti mesi dopo ritornai a gareggiare a Venezia e fu 20”20. Entusiasmato, telefonai al commissario tecnico della Nazionale, Prof. Vittori, che non voleva credermi”.
E’ uno dei tanti aneddoti, in questo caso in chiave lagunare, che Pietro Mennea, il campionissimo della velocità di una trentina di anni fa, ha raccontato all’attentissima platea del Panathlon Club Mestre in occasione della conviviale di ottobre.
Ma, ancor più che i gustosi aneddoti, hanno colpito le tante sagge considerazioni di un atleta di immenso valore, non solo sportivo, capace di partecipare al massimo livello a ben 5 Olimpiadi, caso più unico che raro, e capace di conseguire 5 diverse lauree universitarie. “Avessi partecipato a 10 Olimpiadi – ha aggiunto scherzosamente Mennea – avrei conseguito altrettante lauree”.
Quattro i capisaldi del suo pensiero: crescere, apprendere, essere se stessi, lavorare sodo.
Su questi presupposti si è sviluppata una carriera sportiva che, tra infiniti trionfi, può annoverare una vittoria olimpica e un record mondiale, 19”72 sui 200 metri, rimasto imbattuto per 17 anni e tuttora traguardo più tentato al mondo. Un record che è ancora adesso primato europeo. “Con quel tempo arriverei anche ora secondo alle Olimpiadi” ha aggiunto con giustificato orgoglio il Pietro nazionale.

Oro olimpico, successi planetari, record, tutto frutto di grandissima serietà, raccontata con misura e sobrietà, con applicazione quasi maniacale, con infinite ore di allenamento.

Alla serata hanno partecipato anche il presidente di Venicemarathon Piero Rosa Salva, il presidente Fidal Regionale Vito Vittorio, l’assessore provinciale allo sport, Raffaele Speranzon che ha illustrato il progetto contro ogni droga e per lo sport.
Al termine dell’incontro, Pietro Mennea ha presentato i suoi due ultimi libri i cui ricavi andranno a totale beneficio della OnLus intitolata a suo nome e che si occupa di curare le malattie rare dei bambini di tutto il mondo.