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09/08/2011

Dalla scomparsa alla possibile A1



di Uff Sta Pallanuoto Mestrina

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE: UN’ALTRA STAGIONE IN A1

La metafora delle montagne russe è stata usata spesso per raccontare l’alternanza di emozioni dell’ultima stagione agonistica della Mestrina Nuoto.
L’immagine continua a essere una delle più efficaci persino durante i mesi estivi, solitamente avari di notizie e densi di nodi amministrativi e contabili da sciogliere.

La rinuncia al campionato di pallanuoto di A1 femminile del Palermo e del Nervi potrebbe aprire le porte del ripescaggio per le due squadre retrocesse al termine dell’ultimo campionato: il Bogliasco e la Mestrina Nuoto.
Una prospettiva per certi versi paradossale per la squadra biancoceleste che qualche settimana fa non era affatto sicura di iscriversi alla A2 e che solo in extremis ha avviato l’iter per il rinnovo della necessaria fideiussione.

Eppure, quando il direttore sportivo Carlo Pagan l’ha evocata nel corso dell’ultima riunione del consiglio direttivo, non è stato sommerso da contumelie ma ha fatto sognare a occhi aperti i pochi presenti.
Saranno stati gli echi del mondiale vinto dalla nazionale azzurra, speranza di nuova linfa per questo sport, o forse quelli della straordinaria stagione del settore maschile della Mestrina Nuoto, con la riconquista della serie B dopo ventisette anni e le tre squadre giovanili ai vertici del Triveneto e protagoniste delle semifinali nazionali.
Sarà stata la nuova convocazione del capitano dell’under 15 Pierluigi Chiriatti tra gli azzurri di categoria di Massimo Tafuro per gli impegni del mese di agosto (a Trieste, poi a Varazdin in Croazia e infine a Zremenjanin in Serbia, per un totale di un paio di settimane).
Saranno stati i numerosi contatti in corso con atleti, anche di spessore e di esperienza, che giocherebbero con piacere agli ordini di Massimo De Crescenzo nel prossimo campionato di serie B.
O forse sarà stata la birra fresca con la quale i dirigenti biancocelesti hanno cercato di combattere l’afa di queste serate mestrine.

Fatto sta che per un paio d’ore si sono dimenticate le pendenze della Mestrina Nuoto, le dilazioni già ottenute per onorare qualche impegno economico, la cronica penuria di sponsor che ha reso l’unica esperienza nella massima serie una vera e propria tribolazione dal punto di vista degli equilibri di bilancio.
Si sono dimenticate persino l’assenza della piscina da 33 metri e le antiche difficoltà dell’uso della piscina del centro “in condominio” con l’associazione sportiva dei nuotatori.
E per una sera si è sognato ad occhi aperti.

Se è vero che lo sport veneziano non sta attraversando un momento brillante, caratterizzato dagli addii della squadra di rugby e della pallacanestro femminile e con la squadra femminile della Mestrina Nuoto ancora pericolosamente in bilico sulle prospettive di giocare l’A2, è anche vero che la pallanuoto richiede impegni economici infinitamente inferiori rispetto ad altri sport mentre, soprattutto dopo la conquista del titolo iridato da parte degli azzurri di Sandro Campagna, non è da meno come veicolo di promozione mediatica di marchi o prodotti.
E allora, hanno pensato i pochi consiglieri presenti, è proprio il sogno di una notte di mezza estate la possibilità di trovare un imprenditore del territorio che voglia investire un centinaio di migliaio di euro su uno straordinario mezzo di comunicazione come una squadra della massima serie della pallanuoto femminile?

La domanda è aperta.
Come cantava Peppino di Capri tanti anni fa, sognare nun è peccato …