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02/07/2011

Futuro da capire per la Pallanuoto?


di Uff Sta Pallanuoto Mestrina

PALLANUOTO VENEZIANA: QUALE FUTURO?

La promozione in serie B ottenuta sabato sera dai ragazzi di De Crescenzo chiude in bellezza una stagione non proprio memorabile per lo sport veneziano.
Se si eccettua la promozione in A1 della squadra di calio a 5, gli sportivi veneziani hanno dovuto accontentarsi di momenti, anche intensi, di passione collettiva ma l'urlo di gioia è spesso rimasto soffocato nella gola.
È sfuggita per un soffio la promozione in A1 alla Reyer, ma non era andata meglio nel calcio, ancora relegato in serie D, mentre è ancora viva la delusione per le due amare retrocessioni dalla massima serie della squadra di rugby e della squadra femminile di pallanuoto.
Il clima di crisi e le difficoltà finanziarie si propagano dalle aule di Ca' Farsetti al Casinò di Venezia, che pare destinato a cessare il ruolo di salvagente delle realtà sportive del territorio svolto negli ultimi anni, mentre le iniziative imprenditoriali languono e non sembrano intenzionate o in grado di investire nella comunicazione attraverso il veicolo dello sport.
E così fosche nubi si addensano sulle possibilità di sopravvivenza anche delle realtà che hanno difeso con onore il vessillo del leone di San Marco nell'ultima stagione, a partire dal basket (anche femminile) e dalla pallanuoto.
Il 5 luglio l'Assemblea dei soci della Mestrina Nuoto potrà gioire per il ritorno in serie B della squadra maschile ma dovrà anche cercare le risorse, umane e finanziarie, per guardare avanti.

Questa dualità traspare dalle parole del direttore sportivo Carlo Pagan. Prima l'urlo di gioia: "Una immensa emozione! Dal 1984 durava il purgatorio della Mestrina in serie C.
Ora saliamo in B. Di cattiveria, con orgoglio e grande convinzione, guidati da un allenatore che ci ha condotti e sedotti: Massimo De Crescenzo, bravissimo tecnico e grande uomo che ha saputo regalare alla città questo sogno! Il bello è che, diversamente da altri club, noi saliamo di categoria dopo aver cementato un grande lavoro su tutte le giovanili, protagoniste di una stagione memorabile, tutte ai vertici del Triveneto e in grado di farsi onore anche a livello nazionale. Di cuore, devo ringraziare tutti. Quando mi sono tuffato in acqua vestito, mi sono comparsi nel cuore e nella mente tutti i protagonisti di questo quarto di secolo! Un vero e sentito ringraziamento a tutti: gli ex dirigenti che per tanti anni ci hanno provato (soprattutto quelli che hanno tenuto duro gli anni dell'esilio nella piscina del Terraglio e con la società al lumicino che stava chiudendo).
Un grazie a tutti gli sponsor, tutti, grandi e piccoli che ci hanno sostenuto. E poi ai genitori e accompagnatori che hanno fatto vivere la società in ogni momento quotidiano. Ai tecnici: tutti, quelli che hanno vinto e quelli che hanno perso ma comunque ci hanno provato. A tutti gli appassionati e tifosi."

E poi l'appello accorato: "Chiedo a tutti che ora si leghino alla società con affetto. Pensiamo a cosa possiamo dare noi a questo club. Invito tutti a venire alla riunione soci del 5 luglio, pronti a rifondare, a dare nuova forza e nuovo slancio ad un grande ciclo che deve vedere Venezia protagonista in questo sport. C'e' bisogno di tutti! Amministratori e cittadini al fianco, nuovi dirigenti e sponsor! Non si scherza ... le squadre di tutte le categorie sono pronte! Nuovo direttivo, nuovo ciclo, squadre pronte! Facciamo volare questa città !!!".

Dopo la festa sono comparse subito le preoccupazioni per il futuro: traspare l'esigenza di nuove forze imprenditoriali (ci vorrebbe un "Brugnaro" appassionato di pallanuoto) per trovare le risorse necessarie a iscrivere la squadra femminile al campionato di A2. Indubbiamente la pallanuoto vive con mezzi che sono un'approssimazione nei bilanci di altri sport ma lo sforzo economico del campionato in A1 ha lasciato il segno. Ora ci vorrebbero un paio di marchi da legare ai nomi della squadra femminile e di quella maschile per coprire almeno una metà del budget annuo di circa 200.000 euro dell'associazione sportiva.

L'appello è lanciato.
Traspare anche il desiderio di garantire, a costo di legarlo alla sedia, la prosecuzione della collaborazione con Massimo De Crescenzo che è stato una sferzata di ottimismo, di vitalità e di risultati per la pallanuoto veneziana.
Traspare la voglia di non mollare nella battaglia, che dura dal 1956 (anno di fondazione della Mestrina), per avere in città una piscina da 33 metri.
La promozione in serie B presenta infatti uno sgradevole rovescio della medaglia: la squadra dovrà giocare le partite casalinghe in qualche altro impianto (probabilmente Padova), rinunziando al calore del proprio pubblico, mentre la società dovrà sostenere un ulteriore onere economico per ottenerne la disponibilità.
Nessuno dei dieci impianti della città ha infatti quagli otto metri in più di lunghezza per ospitare partite di pallanuoto delle serie maggiori.
Anche per questo la Mestrina Nuoto ha presentato all'Amministrazione comunale un progetto per valorizzare gli impianti sportivi nella zona di fronte all'ex Ospedale e, in particolare, l'area di proprietà comunale che ospita il parcheggio di fronte al palasport Davide Ancilotto.
A questo comunicato vengono allegate alcune immagini del progetto che prevede la realizzazione di un parcheggio sotterraneo al posto di quello attuale. Sopra il parcheggio verrebbero realizzati una struttura con la piscina da 33 metri, le gradinate per il pubblico del Tennis Club e dei giardini pensili per abbellire la zona.
È solo uno studio di idee, volto a stimolare l'Amministrazione comunale nella manutenzione e nella valorizzazione degli impianti esistenti: il risparmio energetico, grazie all'uso del fotovoltaico, e la realizzazione di un impianto in grado di ospitare competizioni di pallanuoto ai massimi livelli gli obiettivi principali.
Nessun sogno a occhi aperti come quelli che di tanto in tanto si leggono sulle prospettive urbanistiche della città ma il desiderio concreto di migliorare e valorizzare quello che c'è.
Senza alcuna presunzione che questo progetto sia migliore di tanti altri (Favaro, Via Calabria, Marghera etc.) di tanto in tanto assurti all'onore delle cronache cittadine.
La Mestrina Nuoto gioca, anche attraverso questa azione di stimolo, le proprie carte per continuare a proporre la pallanuoto agonistica nel territorio veneziano.

ASD Mestrina Nuoto